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Fleri

Una visita merita anche la Chiesa della frazione di Fleri dedicata alla Madonna del Rosario le cui origini risalgono al 1860, anno in cui fu iniziata dalla baronessa Caterina Guttadauro Francica Nava di Bontifè, su probabile progetto dell’architetto Carmelo Sciuto Patti, e completata, con la collaborazione di tutti gli abitanti, nel 1872. Il 25 maggio 1928 fu eretta a Chiesa parrocchiale. Durante la seconda guerra mondiale, nel 1943 la Chiesa ospitò le reliquie di Sant’Agata e il suo inestimabile tesoro. Distrutta dal terremoto del 1984, fu ricostruita, accanto a quella originaria, di cui fu mantenuta solo la facciata esterna, dall’architetto Ugo Cantone e fu consacrata il 25 ottobre 1990 dal cardinale Salvatore Pappalardo, arcivescovo emerito di Palermo ma originario di Zafferana. La nuova chiesa vuole simboleggiare l’itinerario cristiano attraverso un percorso di «spazi» che aiutano a rivivere il proprio cammino di fede. L’edificio è posto a sud della primitiva chiesa e si sviluppa come naturale proseguimento di essa: non presenta il tradizionale prospetto principale, quasi a voler lasciare alla vecchia chiesa il ruolo di «nobile facciata» e assumere per se il compito di continuare la vita sacramentale. Vecchio e nuovo si fondono quindi in un unico corpo. Nella sua nuova ricostruzione, la chiesa si sviluppa su tre livelli: la zona criptica con apertura a vetri, l’aula e il matroneo ognuno dei quali ha un preciso significato simbolico. La zona criptica, primo momento di questo «viaggio di fede» accoglie il fonte battesimale e si presenta come una grande vasca per accedere alla quale bisogna scendere alcuni gradini: segno che è necessario scendere nella morte per riemergere con Gesù Cristo a vita nuova. La vasca è circondata da quattro cappelle che accolgono figure plastiche ed iconiche che illustrano i momenti fondamentali della storia della salvezza. E’ questo il luogo della meditazione del mistero dell’amore del Padre attraverso la passione di Cristo e la celebrazione del sacramento della riconciliazione. L’aula è il luogo in cui si svolge la celebrazione eucaristica e rievoca simbolicamente l’antica chiesa a tre navate con transetto. Essa si presenta ornata con grande essenzialità di immagini sacre e di segni: la zona della celebrazione (altare, sede, ambone), la cappella del SS. Sacramento e la cappella della Madonna. Il matroneo che accoglie il grande crocifisso in terracotta, opera di Dino Consolo, è l’ambiente della «luce», del «canto», che prepara all’ascesa verso la liturgia celeste. Verso il cielo si erge la cupola che con apertura a vetri permette alla luce di penetrare nell’ambiente.


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