

Scende il sipario sulla
36^ edizione del Premio Letterario Brancati - Zafferana. Il
premio promosso dal Comune di Zafferana in collaborazione con
la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di
Catania, la Provincia aggiunge tre nuovi nomi all'albo
d'oro dei premiati. Questi i nomi dei vincitori: per la sezione narrativa Rosetta
Loy con "Nero è l'albero dei ricordi" (Einaudi), una
storia che scandisce l'incrociarsi di destini umani; per
la saggistica Franco Cordero con "Fiabe d'entropia" (Garzanti),
opera inquietante e abissale che porta scompiglio nei
grandi temi della religione cattolica e con occhio freddo
e a tratti crudele sbriciola secoli di costruzioni metafisiche:
un libro che fa riflettere sulle guerre tra religioni che
ancora oggi sfociano in veri e propri conflitti e oscurano
le coscienze; per la poesia Luigi Ballerini con "Cefalonia" (Mondadori), un
monologo tra la vittima e il suo carnefice che proietta le
ombre più sinistre fino al nostro tempo in cui la poesia
porta a galla la verità storica. Segnalazione speciale per
Anna Vasta autrice del libro di poesie "I malnati" (I quaderni
del battello ebbro).
Il verdetto è stato espresso dalla giuria tecnica composta
dal sindaco Delfo Patanè, dall'assessore alla cultura Ata
Pappalardo, da Maurizio Cucchi e Antonio Di Mauro poeti
e critici letterari, da Giorgio Ficara e Stefano Giovanardi docenti
universitari, da Piero Isgrò, giornalista e drammaturgo,
da Salvatore Scalia giornalista e scrittore, da Simonetta
Fiore giornalista del quotidiano "La Repubblica" e da Luisa
Adorno, scrittrice.
Ad introdurre il premio la messa in scena di "Il vecchio
con gli stivali", racconto in musica di Vitaliano Brancati, per
la regia di Emanula Pistone che ha anche vestito i
panni di narratrice, interpretato da un cast di quattro
attori: Vitalba Andrea (nel ruolo di Rosina), Camillo Mascolino
(nel ruolo di Aldo Piscitello), Agostino Zumbo (nel ruolo del Podestà),
oltre Maurizio Pagliarini (alla chitarra). La storia è quella
di Aldo Piscitello, un modesto impiegato comunale, antifascista per
onestà , costretto dalla moglie Rosina, invadente e trafficona,
a prendere la tessera del partito. Il vecchio con gli stivali è un
viaggio che invita a riflettere su noi stessi, penetra nelle
coscienze riportando alla memoria il ventennio fascista attraverso
le vicende del signor Piscitello.
Abbinato al premio un convegno dal titolo "Letteratura e Resistenza". "Parlare
della resistenza, oggi, vuol dire che non c'è presente e
futuro senza passato e Brancati ci ha spinto ad affrontare
il tema della guerra e della resistenza dal punto di
vista dell'uomo comune." Così ha introdotto Rita Verdirame
docente della facoltà di Lettere e Filosofia, all'apertura
del convegno presieduto da Nicolò Mineo, preside della facoltà di
Lettere e Filosofia dell'Università di Catania. Il convegno
di due giorni ha visto alternarsi lo storico e accademico dei Lincei Giuseppe
Giarrizzo che si è soffermato sull'importanza
della letteratura come fonte storiografica; Gabriele Pedullà dell'Università di
Teramo che si è occupato del rapporto filosofico
che l'Esistenzialismo ha avuto con la Resistenza; Giovanni Falaschi
dell'università di Perugia che ha parlato della memoria
negli scrittori della Resistenza; Valeria Castorina, operatrice
editoriale che ha affrontato il tema della "Resistenza
non d'autore"; e Antonio Di Grado dell'Università di Catania che
si è occupato della «Guerra "senza perdono" degli
scrittori "contro": Giuseppe Berto e Giose Rimanelli». A
chiudere i lavori del convegno "Bella ciao: frammenti resistenti
fra cinema e libertà": un documentario curato da Rosario
Castelli dell'Università di Catania. Un ensemble di immagini tratte
da circa trenta film da "Roma città aperta" a "Buongiorno
notte" di Bellocchio, un confronto diretto tra la letteratura resistenziale dal
punto di vista dei registi con citazioni musicali e
riferimenti anche a film che hanno trattato allusivamente l'argomento. Insomma
una ricostruzione precisa e puntuale della Resistenza nella
molteplicità dei suoi aspetti ideologici, sociali, letterari,
storici, critici e metodologici. Una panoramica dei documenti e
delle memorie di chi visse quel periodo tragico e pieno
di sconvolgimenti. Significativa la testimonianza della scrittrice
Luisa Adorno.
I vincitori della 36^ edizione del Premio Letterario Brancati
sono stati premiati con un gala di premiazione presentato
da Flaminia Belfiore. "Il Premio Letterario Brancati, - ha sottolineato
il sindaco Delfo Patanè - nato per onorare la memoria
dello scrittore che qui amava soggiornare, è stato uno dei
primi premi ad essere istituito a livello nazionale e dà molto lustro
alla città di Zafferana". Presente anche il presidente della
Regione Salvatore Cuffaro che dopo aver annunciato
che entro l'anno il Premio diventerà una fondazione ha detto: "Non
potevo mancare ad un appuntamento così importante con la
cultura. Uno dei premi più importanti della Sicilia assegnato
in una regione che è culla della cultura che vuole
crescere nell'operosità e che spesso sconta ingiustamente
giudizi stereotipati che non le fanno giustizia. Un premio che
trasmette i valori di una terra ricca di risorse e che vuole
essere artefice del proprio sviluppo e promotrice di progetti
per il bene comune, la pace e la legalità. Il premio è la
testimonianza di una Sicilia che vuole trasmettere valori e positività".
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